mercoledì 16 settembre 2020

Duetto d Umbrichelle

Sottili o grossette, lunghe o corte, affusolate o panciutelle...si potrebbe continuare con  aggettivi e  contrapposizioni per quante sono le umbrichelle nel piatto, invitanti e condite con il sugo preferito.                                                                                                                                                                           In effetti questa semplice pasta povera, ottenuta dall'impasto di acqua e farina "0" di grano tenero si presta ad essere gustata con tutti i condimenti e la varietà delle forme realizzate a mano ne costituisce la caratteristica e l'attrattiva principale,insieme alla bontà delle cose genuine.                                                                                                                                                              Abbiamo festeggiato il compleanno del mio figlio maggiore, Lorenzo, con questo primo piatto della cucina tradizionale dell'Umbria, legato ai ricordi di mio marito, orvietano di nascita e fino ai dodici anni, che della sua città, insieme agli affetti e alle amicizie, conserva anche un vivace ricordo gastronomico, dovuto alle specialità di quella regione, notoriamente apprezzate anche nelle ricette più semplici della tradizioine popolare e contadina.                                                                                                                                                                      In questa occasione Antonio si è cimentato invece nella realizzazione del mitico pesto alla genovese, usando mortaio di marmo e pestello di legno e soprattutto infinita pazienza  per ottenere l'amalgama degli ingredienti, ottenedo un pesto un po' rustico ma dal gusto molto  delicato.                                                                                                                                                                               Io ho preparato il sugo al pomodoro, aglio e prezzemolo, ma il lavoro più impegnativo è stato quello di Lorenzo che ha impastato 500 gr di farina con 300 ml di acqua e un pizzico di sale ed ha tirato una sfoglia abbastanza spessa dalla quale, con l'aiuto del fratello  Michelangelo, sono state ricavate le umbrichelle.                                                                                                                                                                         Precedentemente, molto tempo fa, avevamo formato i cordoncini, che richiamano i pici senesi, ma anche una sorta di spaghetti sui generis, stendendo delle piccole porzioni di pasta e allungandole il più possibile: risultato molto buono, ma metodo decisamente lento e faticoso.                                                                                                                                                          In rete ho trovato questo metodo più pratico, per cui dalla sfoglia si ritagliano le striscioline di pasta che vengono poi arrotondate con un adeguato movimenro delle dita e il lavoro risulta molto più agevole e veloce, pur nella dimensione slow food che questi piatti comportano.Alla fine la degustazione del duetto di umbrichelle ha premiato la costanza e la  collaborazione di tutta la famiglia.

 

 

6 commenti:

  1. Pesto, pici.. far venire fame a quest'ora è quasi cattiveria.. ahah

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    1. Ciao Franco,
      quando si mangia con appetito è sempre una cosa bella e buona!

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  2. Ma che bravi! Fame. Sono le 15 e già farei cena davanti a questo piatto

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    1. Ciao Simona,
      queto compleanno ha avuto il valore aggiunto di un bel pranzetto preparato in collaborazione con tutta la famiglia, il più bel regalo:-)

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    1. Ciao Olga,
      la tradizione è sempre un valore, non solo si gusta un buon piatto, ma si condivide un bel momento.
      Un abbraccione:-)))

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