martedì 21 ottobre 2014

Pasta con le sarde


Non so come  trovo l'ardire di cimentarmi con una ricetta siciliana.
Sono sempre un po' esitante ad appropriarmi delle specialità altrui, so che  si rischia di essere approssimativi e poco attendibili, ma io interpreto queste irruzioni nella tradizione culinaria delle altre regioni come un omaggio alle cose buone che sono diventate giustamente famose anche al di fuori dei confini del territorio.
Primo piatto a base di pesce tra i più noti, questa versione della celebre pasta  siciliana con le sarde si deve ad una elaborazione semplificata di Vincenzo Buonassisi; ricorrevo spesso, specialmente  al tempo delle  prime esperienze in cucina, ai suoi preziosi suggerimenti e quei piatti sono poi stati adottati nel menu familiare e tuttora sono tra i più gettonati in casa.
Ho assaggiato la ricetta originale durante il viaggio di nozze e ne serbo un ricordo delizioso, non solo per motivi romantici, ma proprio perché, come tutta la cucina siciliana, ha qualità inconfondibili di gusti e aromi, basta vedere gl'ingredienti : finocchio selvatico, uvetta e pinoli, un miscuglio di sapori dal risultato indescrivibile, se ne può avere l'idea solo con l'assaggio!

Ingredienti e preparazione (per 4 persone)


  • 360 gr. di spaghetti, meglio grossi
  • Una dozzina di sarde, pulite e sfilettate
  • 4/5 cucchiai di olio 
  • mezza cipolla
  • un cucchiaio di pinoli tostati in un padellino con un velo d'olio
  • un cucchiaio di uvetta ammollata in acqua tiepida 
  • un ciuffo di finocchio selvatico
  • 3/4cucchiai di passata di momodoro fresco o conservato
  • Sale, pepe e peperoncino
  • due/tre cucchiai di pane grattato

Pulire e sfilettare le sarde e intanto mettere a bollire l'acqua con il  sale e lessare il finocchio, privato dei gambi più duri.
In una larga casseruola far imbiondire la cipolla tritata e aggiungere i pinoli tostati e l'uvetta ammollata.
Unire il finocchio tagliuzzato con un po' della sua acqua di cottura e lasciar insaporire.
Unire poi il pomodoro, sale, pepe e peperoncino, ancora un po'di acqua della pentola e lasciar ritirare il sugo.
Alla fine aggiungere le sarde, che cuoceranno in pochissimo tempo, spezzettandosi completamente.
Nel frattempo cuocere gli spaghetti e preparare il pane grattato leggermente tostato in un padellino con un velo d'olio.
Scolare gli spaghetti al dente e saltarli nel condimento, aggiungendo da ultimo il pane grattato che serve ad assorbire il grasso delle sarde e  a dare una gradevole consistenza alla pasta.

In famiglia è rimasta memorabile la volta che, nella smania di eseguire in modo accurato  tutte le fasi della ricetta, mi dimenticai clamorosamente di aggiungere proprio loro, le protagoniste del piatto e le sarde rimasero in frigo.
La gentilezza impagabile di mio marito gli fece commentare " Ha un gusto un po' leggero, oggi...", ma i figli mi prendono ancora in giro.
Rimediai ritirando dai piatti le porzioni già distribuite  e rimettendo tutto nella casseruola, per restituire alle sarde il loro posto e al piatto il gusto che merita.
Cose che si possono fare solo in famiglia e va bene così!

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